🏇🤍💙Ururi, il cuore dei ragazzi batte già per la Carrese ’26 💛❤️🏇
C’è un momento, ogni anno, in cui Ururi comincia davvero a respirare aria di festa. Non è il giorno della corsa, né quello della vigilia. È qualcosa che accade prima, quando l’attesa si fa racconto, quando l’entusiasmo prende forma nelle voci e nei gesti dei più giovani. È ciò che è successo il 28 aprile 2026, quando i ragazzi del CCR – il Consiglio Comunale dei Ragazzi – hanno acceso ufficialmente l’emozione della Carrese.
Nell’auditorium “L. Ciarfeo”, gremito e vibrante, si è aperto un pomeriggio
che è stato molto più di una semplice presentazione: è stato un viaggio nella
memoria e nel futuro della tradizione. A dare il via all’evento è stata la
vicesindaca Manuela Di Brina, in sostituzione del sindaco Luigi Occhionero,
assente per l’occasione. Le sue parole hanno subito tracciato il senso profondo
dell’iniziativa: un lavoro condiviso, costruito insieme ai ragazzi, custodi e
interpreti di una tradizione che non smette di rinnovarsi.
Il racconto è entrato subito nel vivo con “Voci
dalle stalle”, il video realizzato dai ragazzi del CCR per raccontare da
vicino l’atmosfera che precede la Carrese. I giovani protagonisti si sono
recati nelle stalle dei Giovani e dei Giovanotti, incontrando cavalieri e
carristi tra preparativi, emozioni e aspettative. Domande, curiosità e racconti
spontanei hanno dato vita a uno sguardo autentico e coinvolgente, capace di
mostrare il lato più umano della corsa: quello fatto di passione, sacrificio e
appartenenza.
Poi il palco si è trasformato. I ragazzi hanno indossato i panni degli
attori e hanno dato vita a “Un pranzo… di traverso”, una scenetta brillante e
ironica che ha conquistato il pubblico. Una tavola apparecchiata, una famiglia
divisa tra sostenitori dei Giovani e dei Giovanotti, e quelle discussioni
accese ma familiari che ogni ururese conosce bene. Tra risate e applausi, la
tradizione è diventata teatro, specchio di una comunità che si riconosce anche
nelle sue rivalità.
Non è mancato uno sguardo alle nuove generazioni, con il video dedicato alla
corsa dei carretti: una tradizione ritrovata, che vede i più piccoli
protagonisti di una gara sentita e partecipata, dalla benedizione fino
all’arrivo in piazza. Un percorso che si chiude, simbolicamente, con la
vittoria dei Giovani, ma che in realtà apre nuove strade di appartenenza.
Tra i momenti più intensi, le interviste dal vivo a cavalieri e carristi
hanno portato sul palco storie personali, ricordi indelebili, emozioni che solo
chi vive la Carrese può raccontare. Alla domanda “Qual è la corsa che ti è
rimasta nel cuore?”, ogni risposta ha aggiunto un tassello a quel mosaico
collettivo che è la memoria del paese.
E poi è arrivato uno dei momenti più intensi e commoventi dell’intero
pomeriggio. Un silenzio profondo ha avvolto la sala mentre il vicesindaco dei
ragazzi dedicava un pensiero a Vincenzo Campofredano, storico cavaliere e capitano dei Giovani, scomparso lo scorso 3 maggio durante la corsa. Parole
semplici, ma capaci di toccare il cuore di tutti i presenti, trasformando il
ricordo in emozione viva e condivisa.
In un clima ormai proiettato alla festa, le ragazze del CCR hanno distribuito piccoli gadget nei colori bianco-celesti e giallo-rossi, un gesto semplice che ha condiviso l’attesa sempre più vicina della Carrese.
A chiudere il pomeriggio sono stati gli interventi della sindaca e della dirigente scolastica, che hanno saputo cogliere e raccontare il significato più autentico dell’iniziativa. La sindaca, ringraziando i ragazzi per l’impegno e la passione dimostrati, ha pronunciato parole che hanno attraversato la sala con forza: “Cosa sarebbe Ururi senza la corsa?”. Una domanda capace di racchiudere l’essenza stessa del paese, perché la Carrese non è soltanto una tradizione, ma il cuore pulsante di un’intera comunità. La dirigente scolastica, invece, ha voluto sottolineare la maturità e la determinazione dei ragazzi del CCR, capaci di organizzare autonomamente un evento così sentito, conciliando studio, impegno e passione. Dietro ogni scena, ogni video e ogni emozione condivisa c’erano pomeriggi trascorsi insieme, idee trasformate in realtà e il desiderio sincero di custodire una tradizione che continua a vivere attraverso le nuove generazioni. Ed è proprio guardando questi ragazzi che si comprende come l’anima di Ururi sia ancora viva, forte e pronta a correre verso il futuro senza dimenticare le proprie radici.
La Carrese ’26 non è ancora iniziata ma, grazie ai suoi ragazzi, è già
cominciata.
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