Eredità in corsa: la nostra scuola e il Comune di Portocannone insieme per custodire la tradizione

Cosa unisce la passione di una comunità, l'amore per la propria terra e il futuro delle giovani generazioni? La risposta è racchiusa in due parole: "Eredità in corsa". Questo il titolo del bellissimo progetto che ha visto collaborare attivamente la nostra scuola e il Comune di Portocannone in occasione della tanto attesa festa patronale in onore della Madonna di Costantinopoli e della storica Carrese.

L’iniziativa si è divisa in due momenti centrali, dimostrando come la scuola non sia solo un luogo in cui si aprono i libri, ma il vero cuore pulsante in cui le tradizioni si studiano, si comprendono e si tramandano.

Prima tappa, 18 maggio: un ponte tra passato, scienza e futuro







Il progetto ha preso il via il 18 maggio con un'interessante e partecipatissima conferenza dedicata a tre pilastri fondamentali della nostra cultura: il patrimonio immateriale, il benessere animale e la trasmissione delle pratiche e dei saperi.

Attorno al tavolo dei relatori si sono alternate voci autorevoli che hanno saputo catturare l'attenzione di tutti noi: la nostra Dirigente Scolastica, la prof.ssa Lamanna sempre presente, disponibile e in prima linea quando si tratta di guidare gli studenti alla scoperta del territorio. Ha ricordato il ruolo cruciale della scuola come custode della memoria storica. Il sindaco di Portocannone, Francesco Gallo che ha sottolineato l'importanza della sinergia tra istituzioni locali e mondo dell'istruzione per valorizzare l'identità del paese. Il Presidente dell'ASD "Insieme per la corsa" che ha raccontato la passione e l'impegno organizzativo che si celano dietro l'evento. La prof.ssa Letizia Bindi (docente di Antropologia Culturale all’Unimol) che ci ha letteralmente affascinato, spiegando il valore antropologico della Carrese e come una tradizione così antica sia un patrimonio vivo e immateriale da tutelare. Il dott. Daniel Gagliardi (medico veterinario) il cui intervento è stato fondamentale, incentrato sulla cura, il rispetto e la tutela della salute degli animali, elementi imprescindibili e moderni della corsa odierna. I rappresentanti dei tre carri che con le loro testimonianze cariche di emozione, adrenalina e fiero senso di appartenenza.

Seconda tappa, 22 maggio: "O Shëmëri" e i passi della tradizione




La seconda giornata, svoltasi il 22 maggio, ha tradotto in passi concreti quanto approfondito durante la conferenza. La comunità si è infatti ritrovata per una suggestiva passeggiata lungo l'intero percorso della corsa dei carri.

Prima di incamminarsi e ripercorrere i luoghi storici della competizione, c'è stato un momento di grandissima intensità emotiva. All'inizio del tragitto è stata condivisa con tutta la cittadinanza una profonda riflessione intitolata "O Shëmëri" (dedicata alla Vergine Santissima, nel cuore della cultura arbëreshë), interamente incentrata sullo stato d'animo dei protagonisti dei tre carri. È stato un modo toccante per mettere in luce non solo l'aspetto agonistico, ma l'interiorità, la devozione, la tensione e l'immenso orgoglio di chi vive la Carrese dall'interno.

Subito dopo, la passeggiata collettiva ha unito giovani, adulti e istituzioni lungo la via della corsa, trasformando il percorso in un museo a cielo aperto fatto di storie raccontate e passi condivisi.

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Un'eredità che continua a correre

Portare l'arbëreshë, la storia dei carri, l'emozione profonda dei suoi protagonisti e il dibattito scientifico-antropologico fuori dalle aule e in mezzo alla comunità significa una cosa sola: fare in modo che la nostra Eredità in corsa non si fermi mai, ma continui a correre forte, di generazione in generazione.














Viva la Madonna di Costantinopoli, 

viva le nostre tradizioni 

e un grande ringraziamento a tutti coloro 

che hanno reso possibili queste due giornate indimenticabili!

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