Io ci provo: quando il coraggio diventa racconto


In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, la nostra scuola ha vissuto un momento di rara intensità e bellezza grazie all’incontro con la cooperativa sociale Lavoriamo Insieme, che ha presentato il docufilm “Io ci provo”.


Non è stato solo un evento, ma un’esperienza autentica, 

capace di lasciare un segno profondo in tutti noi.

Il film, realizzato da cinque ragazzi autistici, è molto più di una semplice narrazione: è un atto di coraggio, un’apertura sincera verso l’altro, un invito a guardare oltre gli stereotipi. I protagonisti si sono raccontati con una spontaneità disarmante, condividendo emozioni, sogni, difficoltà e conquiste quotidiane. Lo hanno fatto con leggerezza, con ironia, con quella naturalezza che spesso si dimentica.

Durante l’incontro, ciò che ha colpito maggiormente studenti e docenti è stata proprio la loro capacità di essere sé stessi senza filtri: autentici, diretti, veri. Nessuna distanza, nessuna barriera, ma un dialogo fatto di sorrisi, complicità e ascolto reciproco.

Tra i dettagli che hanno lasciato il segno, uno in particolare ha acceso riflessioni profonde: la bellissima maglietta indossata da uno degli operatori, con la scritta “Anche io sono fuori frequenza” (il font è volutamente sfocato!). Un messaggio semplice ma potente, che rimanda alla radio gestita dagli stessi ragazzi e che racchiude un doppio significato prezioso. Da un lato, richiama il mondo dell’autismo, spesso percepito come “fuori sintonia” rispetto ai canali comunicativi più comuni; dall’altro, invita ciascuno di noi a riconoscere le proprie unicità, le proprie “frequenze” personali. Perché, in fondo, ognuno è portatore di una forma di neurodivergenza, di un modo unico e irripetibile di stare al mondo.


“Io ci provo” non è solo il titolo del docufilm: è una dichiarazione di intenti, un messaggio potente che parla a ciascuno di noi. Provare, mettersi in gioco, accettare le proprie fragilità e trasformarle in punti di forza: è questa la lezione più grande che questi ragazzi ci hanno regalato.

La parola chiave dell’incontro è stata senza dubbio normalità. Una normalità che non significa uniformità, ma riconoscimento delle differenze come valore. Una normalità fatta di relazioni, di possibilità, di inclusione vera.

Eventi come questo ricordano alla scuola il suo ruolo più profondo: non solo luogo di apprendimento, ma spazio umano in cui crescere insieme, imparando a guardare l’altro con rispetto, curiosità e apertura.

Un sentito grazie alla cooperativa Lavoriamo Insieme e ai ragazzi di “Io ci provo” per aver acceso una luce nei nostri sguardi. 

Un ringraziamento speciale alla Dirigente Scolastica, sempre presente e attenta.

Grazie al team per l’inclusione, le docenti Lia Glave e Maria Renzi che, in collaborazione con la signora Mariateresa Panella, hanno reso possibile questo prezioso momento di crescita condivisa. 

Una luce che speriamo continui a guidarci, ogni giorno, verso una comunità sempre più accogliente e consapevole.


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