🧠😌Fermarsi, respirare, ascoltare: mindfulness per il benessere a scuola tra rispetto, emozioni e relazioni
Oggi, 10 aprile 2026, si sono svolti gli incontri di mindfulness rivolti ai ragazzi del secondo anno della scuola secondaria di primo grado dei tre plessi, protagonisti di un’esperienza significativa con lo psicologo e psicoterapeuta, Dott. Nicola Malorni. L’esperto si è recato nei plessi di Portocannone, Ururi e San Martino in Pensilis, incontrando gli alunni nell’ambito del progetto della rete di scuole “Uniti tutti contro il bullismo e cyberbullismo”. Un’esperienza sicuramente incisiva, pensata per offrire loro strumenti concreti per comprendere e gestire le proprie emozioni e migliorare la qualità delle relazioni.
Le attività si sono caratterizzate fin dall’inizio per un approccio autentico e coinvolgente. Il Dott. Malorni ha scelto di rompere il ghiaccio parlando anche di sé, condividendo emozioni e vissuti personali, mostrando come l’ansia sia una condizione comune a tutti. Questo ha favorito un clima di fiducia, permettendo agli alunni di sentirsi più vicini e più disponibili all’ascolto. A partire da qui, è stato così introdotto il concetto di mindfulness, analizzato nel suo significato essenziale: “mente piena”, ovvero una mente consapevole di ciò che accade dentro di sé. I ragazzi sono stati guidati a riflettere su quanto la mente sia spesso occupata da pensieri, preoccupazioni, emozioni, legami e aspettative. Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’ansia, descritta come un’esperienza universale che può influire sia sul piano emotivo sia su quello fisico. È stato spiegato come l’ansia possa manifestarsi attraverso diversi segnali corporei e come, se non riconosciuta, possa incidere anche sui comportamenti e sulle relazioni.
In questo contesto si è inserita la riflessione sul bullismo: spesso atteggiamenti di prepotenza, esclusione o aggressività nascono da un disagio interiore non riconosciuto. L’ansia, l’insicurezza e la difficoltà di esprimere le proprie emozioni possono portare alcuni ragazzi ad attaccare, mentre altri tendono a chiudersi in sé stessi. È stata proposta un’immagine efficace: c’è chi reagisce diventando “tigre” e chi, invece, si difende come una “tartaruga”, ritirandosi nel proprio guscio.
La mindfulness è stata quindi proposta come una strategia concreta per interrompere questi meccanismi e favorire l’autoregolazione. Attraverso semplici tecniche di respirazione – pochi cicli consapevoli di inspirazione ed espirazione – i ragazzi hanno sperimentato come sia possibile, anche in breve tempo, ritrovare calma, lucidità e maggiore controllo delle proprie emozioni.
Nonostante qualche iniziale difficoltà di concentrazione e momenti sporadici di distrazione, la pratica è stata svolta con serietà e coinvolgimento. In alcuni casi, partiti con maggiore agitazione, si è osservata un’evoluzione molto positiva: grazie a una gestione equilibrata e non giudicante da parte dello psicologo, i ragazzi sono riusciti a ritrovare attenzione, silenzio e partecipazione, immergendosi pienamente nell’attività.
L’esperienza ha evidenziato come interventi di questo tipo abbiano una forte valenza preventiva rispetto al bullismo: non semplici raccomandazioni o regole, ma occasioni concrete in cui i ragazzi possono sperimentare modalità diverse di stare con sé stessi e con gli altri. Imparare a fermarsi, a respirare, a riconoscere ciò che si prova significa acquisire strumenti utili per evitare reazioni impulsive, comportamenti aggressivi o forme di chiusura.
In questo senso, la mindfulness si è configurata come una risorsa educativa preziosa: ha aiutato a sciogliere tensioni, a gestire l’ansia, a favorire il rispetto reciproco e a promuovere relazioni più sane. Attraverso pratiche semplici e brevi, i ragazzi hanno potuto scoprire nuove modalità per affrontare le difficoltà, sentirsi più sicuri e guardare con maggiore fiducia alle situazioni della vita quotidiana. Insomma, è stata sicuramente un’occasione concreta di crescita personale e di prevenzione dei comportamenti legati al bullismo, attraverso la consapevolezza, il rispetto e l’ascolto di sé e degli altri.

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