C’è un modo speciale di imparare che non passa
soltanto dai libri, ma dalle esperienze, dagli incontri e dalle scoperte fatte
insieme.
È proprio questo lo spirito che ha animato la settimana del progetto Next
Land – Winter Camp, svoltasi dal 2 al 6 marzo presso
la scuola secondaria di I grado dell’I.C. John Dewey. Per
cinque giorni gli alunni delle classi seconde del plesso di Ururi sono stati protagonisti di
un viaggio affascinante alla scoperta del territorio, delle sue vocazioni
agro-alimentari e delle trasformazioni scientifiche che stanno dietro ai
prodotti della nostra tradizione.
📚🌾🔬🍎💡
Il progetto si è posto un obiettivo ambizioso ma allo stesso tempo coinvolgente:
far acquisire ai ragazzi competenze cognitive, creative e di pensiero critico,
guidandoli in un percorso che partiva dalla conoscenza del territorio e delle
sue tradizioni per arrivare a comprendere i processi scientifici e le
innovazioni tecnologiche. Attraverso laboratori, esperimenti e attività di
gruppo, gli alunni hanno sviluppato abilità pratiche e trasversali, imparando
ad osservare, analizzare problemi, collaborare e creare idee originali,
avvicinandosi in modo concreto e stimolante al mondo delle STEM.
Fin dall’inizio, il percorso ha messo insieme storia,
geografia e scienza, per raccontare come nel tempo le comunità abbiano
imparato a valorizzare i prodotti della terra e a trasformarli in alimenti che
ancora oggi fanno parte della nostra cultura.

La settimana si è aperta lunedì 2 marzo
con un laboratorio dedicato alla geografia del territorio e alle
vocazioni agro-alimentari, realizzato in collaborazione con UNIMOL
e con il supporto dei docenti della scuola. La mattinata è iniziata con un
vivace brainstorming sul concetto di “trasformazione”:
trasformazione della materia, ma anche trasformazione dei paesaggi, delle
tradizioni e dei mestieri legati alla terra. Gli alunni hanno poi affrontato
una sfida affascinante: analizzare e interpretare fonti storiche
dell’Ottocento. Attraverso documenti e testimonianze del XIX secolo
hanno cercato di decifrare informazioni sul territorio e sulle attività
agricole del passato. Non si è trattato soltanto di leggere testi antichi, ma
di entrare nella mentalità di un’epoca diversa, cercando di capire come
vivevano le comunità e quali prodotti coltivavano. È stato un vero viaggio nel
tempo, che ha fatto emergere il valore della memoria e delle tradizioni, ma
anche quanto il territorio sia cambiato nel corso dei secoli.
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Rielaborazione delle attività della prima giornata! |
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La seconda giornata è stata dedicata alla scoperta di
una realtà produttiva locale con la visita all’azienda Orto d’Autore
srl di Ururi, un’esperienza che ha permesso ai ragazzi di osservare da
vicino il percorso che porta i prodotti della terra a diventare alimenti
pronti per il mercato.
La visita è iniziata dal magazzino,
il cuore logistico dell’azienda. Qui gli studenti hanno potuto vedere come
vengono gestiti gli ordini e organizzate le spedizioni della merce verso
negozi, siti di vendita online e GDO – grande distribuzione organizzata.
Un aspetto che ha suscitato grande curiosità è stato quello della tracciabilità
dei prodotti: ogni confezione deve riportare un lotto di
produzione, un codice che permette di seguire il percorso del prodotto
e garantire sicurezza e qualità. In questa fase i ragazzi hanno incontrato Erika,
responsabile qualità, che si occupa dei controlli di sicurezza, delle certificazioni e della gestione
delle etichette. Durante il dialogo con gli studenti ha raccontato che ciò che
ama di più del suo lavoro è il fatto che sia sempre dinamico:
ogni giorno porta nuove situazioni da affrontare e richiede attenzione e
precisione. Il suo ruolo è fondamentale per assicurare che ogni prodotto
rispetti gli standard di qualità.
Successivamente la visita è proseguita nel reparto di produzione,
dove i ragazzi hanno potuto osservare da vicino il processo di trasformazione
della frutta in marmellata e altri prodotti. Qui hanno scoperto che oltre alla
frutta vengono utilizzati ingredienti come zucchero d’uva e pectina,
un addensante naturale che permette di ottenere la giusta consistenza. Il processo produttivo è apparso ai ragazzi come una
vera catena organizzata: la marmellata viene inserita nei barattoli, che
vengono poi riempiti, chiusi e pastorizzati per garantire la
conservazione del prodotto. Successivamente passano nell’asciugatrice,
vengono etichettati e infine sterilizzati
prima di essere confezionati. Una macchina chiamata fardellatrice
prepara le confezioni di barattoli pronte per la distribuzione.
A spiegare queste fasi è stata Virginia,
responsabile di produzione, che ha raccontato come nel suo lavoro sia
importante effettuare test e controlli continui. “Ogni giorno
è diverso dall’altro – ha spiegato – e si scoprono sempre cose nuove”. Un
messaggio che ha colpito molto gli alunni, mostrando loro quanto il lavoro
nel settore alimentare richieda competenze scientifiche e spirito di
osservazione.
Un'altra attività significativa si è svolta all’Auditorium “L. Ciarfeo” della scuola ed è stata dedicato ad un tema spesso poco conosciuto ma fondamentale
per valorizzare i prodotti locali: il marketing territoriale. A guidare l’incontro è stato Vincenzo Di Marzio, formatore dell’ITS Demos e professionista dell’azienda La Molisana. Durante la mattinata i ragazzi hanno scoperto come dietro ogni prodotto non
ci sia soltanto la produzione, ma anche una strategia di
comunicazione e di vendita. Attraverso esempi concreti e
racconti della sua esperienza professionale, il relatore ha spiegato come il
marketing possa aiutare a raccontare un territorio, a valorizzare le sue
eccellenze e a far conoscere i prodotti anche oltre i confini locali. Gli
studenti hanno partecipato con curiosità, ponendo domande e riflettendo su
quanto sia importante saper comunicare bene ciò che si produce.
La quarta giornata ha
portato gli studenti in visita all’Istituto Tecnico
Agrario di Larino, dove sono stati accolti dalla Prof.ssa Giovanna
Lepore, docente di produzioni vegetali e trasformazione dei
prodotti. Dopo una breve presentazione del suo percorso di studi, la docente ha raccontato quanto sia importante
trasmettere ai ragazzi passione, conoscenze e competenze
legate al mondo dell’agricoltura.
La visita è proseguita nell’azienda agricola della
scuola, dove gli studenti hanno potuto osservare da vicino
alcune coltivazioni e parlare di biodiversità nelle
filiere cerealicola e olivicola. Hanno scoperto che esistono
diversi modelli di coltivazione dell’olivo: tradizionale, intensivo
e superintensivo, ognuno con caratteristiche e tecniche
diverse. 🌳
Grande interesse ha suscitato la dimostrazione dell’utilizzo di un drone,
uno strumento tecnologico sempre più utilizzato anche in agricoltura. Gli
studenti hanno scoperto che se un drone pesa più di 250
grammi è necessario un patentino per utilizzarlo, che può
raggiungere 500 metri di altezza e
che oltre al divertimento, i droni vengono impiegati per rilievi
topografici, monitoraggio dei campi e persino per spargere
fertilizzanti, dimostrando come l’agricoltura moderna sia
sempre più legata alla tecnologia.
La visita si è conclusa nei laboratori scientifici,
dove i ragazzi hanno osservato alcune analisi fondamentali per il controllo
della qualità dei prodotti alimentari. Hanno visto strumenti utilizzati per
misurare pH, grado
zuccherino e acidità dell’olio. In
particolare hanno scoperto che per essere classificato come olio
extravergine, l’olio deve avere un livello di acidità inferiore
a 0,8, un parametro che viene verificato attraverso specifici
strumenti, come l’oxi tester. 🔬

🤖L’ultima giornata è stata dedicata ad uno sguardo verso il futuro, con un
laboratorio sull’Intelligenza Artificiale realizzato in collaborazione con
l’Università degli Studi del Molise. Gli alunni hanno scoperto come funziona
l’IA generativa e le basi del design thinking, imparando a partire da un’idea e
a tradurla in prompt chiari e precisi per ottenere risultati originali. Divisi
in piccoli gruppi, hanno sperimentato la creazione di testi e immagini,
cercando di spiegare all’IA in modo efficace ciò che avevano immaginato. In
questo modo hanno dato vita a storie e immagini creative, esplorando il futuro
dei prodotti e dei paesaggi del territorio attraverso l’intelligenza
artificiale.
Alla fine del percorso, gli alunni, entusiasti, hanno preso la parola per
raccontare alle altre classi della scuola secondaria tutto quello che avevano vissuto. Hanno condiviso
visite, incontri e scoperte, spiegando cosa li aveva colpiti di più e cosa
avevano imparato nei laboratori. Questo momento di restituzione si è rivelato
particolarmente importante: non solo ha permesso agli studenti di consolidare
le proprie conoscenze, ma ha anche ispirato e motivato i compagni, mostrando
concretamente quanto lo studio possa essere stimolante e creativo. ✏️
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La settimana di Next Land – Winter Camp si è confermata un percorso ricco
di stimoli e scoperte, capace di dimostrare che la scuola può essere un luogo
vivo, in cui conoscenze, esperienze e realtà del territorio si incontrano in
modo innovativo. La scuola continua così a promuovere percorsi educativi che guardano
oltre l’aula, offrendo ai ragazzi opportunità concrete per sviluppare
competenze, curiosità e spirito critico. Perché conoscere il proprio territorio
significa anche immaginarne il futuro.
E, come hanno dimostrato gli studenti
durante questa settimana speciale, il futuro può nascere dall’incontro tra
radici profonde, nuove idee… e un pizzico di coraggio creativo, capace di
sorprendere e aprire nuove strade per tutti.
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