✨👩‍🔬Le grandi donne della scienza protagoniste dell’8 marzo a Ururi



Domenica 8 marzo, alle ore 17.00, l’auditorium L. Ciarfeo del plesso di Ururi si è trasformato in un vero e proprio palcoscenico del sapere e della memoria. 🌠

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, le alunne della scuola secondaria di I grado di Ururi hanno dato vita ad un evento coinvolgente e ricco di significato, accompagnando il pubblico in un viaggio affascinante attraverso la storia della scienza al femminile. 


Con impegno, sensibilità e grande partecipazione, le ragazze hanno interpretato quattro straordinarie figure di donne che, in epoche e luoghi diversi, hanno contribuito alla diffusione della conoscenza e al progresso scientifico:

🌌Ipazia d’Alessandria, matematica, astronoma e filosofa dell’antichità;

💻Ada Lovelace, matematica britannica dell’Ottocento e considerata la prima programmatrice della storia;

🔬Margarita Salas, biochimica spagnola pioniera della biologia molecolare;

🩺Vera Melogli, medico, insegnante di filosofia e studiosa impegnata nella vita culturale del territorio molisano.


Guidate da una mappa, le ragazze hanno illustrato al pubblico il viaggio nel tempo che stava per prendere vita: dall’Egitto del 370 d.C. con Ipazia, all’Inghilterra dell’Ottocento con Ada Lovelace, dalla Spagna del 1938 con Margarita Salas fino agli anni Sessanta del Novecento con Vera Melogli, più vicina ai nostri giorni. Poi, divise in piccoli gruppi, hanno circondato le protagoniste della scena, dando vita ad interviste immaginarie per far conoscere più da vicino queste grandi donne della scienza.

Il primo incontro è stato con Ipazia d’Alessandria, presentata come “la donna che guardava le stelle”. Le narratrici, disposte in semicerchio, hanno rivolto domande per svelare la vita e le passioni di questa straordinaria studiosa dell’antichità. Ipazia, matematica, astronoma e filosofa, visse in un’epoca in cui le donne erano quasi escluse dal sapere; nonostante le difficoltà e le tensioni politiche della sua città, riuscì a guidare la scuola neoplatonica di Alessandria, lasciando un segno indelebile nella storia del pensiero scientifico. 

Attraverso le parole della giovane interprete, Ipazia ha consegnato un messaggio senza tempo: studiare e sognare, perché la conoscenza e la scienza non hanno genere.

Successivamente, le luci si sono accese su Ada Lovelace, protagonista della scena “Tra numeri, sogni e futuro”. Fin dall’infanzia, Ada mostrò una curiosità e una fantasia straordinarie, coltivate nonostante la rigida educazione dell’epoca vittoriana e le aspettative sociali che limitavano le aspirazioni femminili. Il suo lavoro con Charles Babbage la portò a scrivere quello che oggi è considerato il primo algoritmo destinato a essere eseguito da una macchina: così nacque la figura della prima programmatrice della storia. Il messaggio che ha lasciato alle giovani ragazze è chiaro e ispirante: non esistono sogni troppo grandi, né ragazze troppo piccole per cambiare il mondo.



È poi entrata in scena Margarita Salas, descritta dalle narratrici come una bambina curiosa e determinata, ignara del contributo straordinario che avrebbe dato alla biologia molecolare. 


Cresciuta durante la Guerra Civile Spagnola e in un contesto ancora molto chiuso alle donne nella scienza, Margarita si fece strada con coraggio e intelligenza, diventando pioniera nello studio della DNA polimerasi del virus Phi29, fondamentale per le moderne tecniche di analisi genetica e diagnostica. Attraverso la sua testimonianza simbolica, Margarita ha invitato tutti a
guardare oltre gli ostacoli, coltivando curiosità e coraggio.

Infine è stata presentata Vera Melogli, figura colta e impegnata nella vita culturale del Molise, in particolare a Isernia. Medico, insegnante di filosofia e autrice di studi scientifici e saggi, Vera visse una vita intensa e poliedrica, seguendo la passione per lo studio e il servizio alla comunità. La sua storia ha mostrato come passione per la conoscenza, impegno culturale e servizio agli altri possano procedere insieme, diventando un esempio prezioso per le nuove generazioni.


Dopo aver dato voce alle grandi protagoniste della scienza, il racconto si è spostato verso piccoli dettagli curiosi sulle loro vite. Tra le più sorprendenti, Ipazia compare nel celebre affresco “La Scuola di Atene” di Raffaello: l’unica donna raffigurata tra i grandi filosofi e scienziati dell’antichità, riconoscibile nella giovane vestita di bianco che guarda verso lo spettatore. Probabilmente l’artista volle così renderle omaggio, ricordando che anche una donna poteva essere tra i più grandi pensatori.

Non è mancato un approfondimento su Ada Lovelace: a lei è dedicato l’Ada Lovelace Day, celebrato ogni secondo martedì di ottobre, una giornata internazionale che rende omaggio al contributo delle donne nella scienza, nella tecnologia e nell’informatica.

Si è parlato poi di Margarita Salas, curiosa e determinata fin dall’infanzia, che ha lasciato un segno indelebile nella biologia molecolare. Il suo lavoro sulla DNA polimerasi del virus Phi29, un enzima in grado di replicare il DNA con grande efficacia, è diventato fondamentale per molte tecniche di analisi genetica e diagnostica. La sua storia invita a guardare oltre gli ostacoli, coltivando curiosità e coraggio nella ricerca del sapere.




È stato inoltre ricordato il percorso di Vera Melogli, donna di grande cultura e plurilaureata: prima insegnante e poi medico. Anche la sua famiglia aveva profondi legami con il mondo dello studio: sua madre, Dora Melogli Montesoro, fu esperta di lettere classiche, professoressa e preside, e in età matura divenne persino sindaco del comune di Isernia negli anni 1963-1964.

È stato sottolineato come queste donne siano riuscite a realizzare i propri sogni anche grazie al sostegno di uomini che hanno creduto in loro, come il padre di Ipazia o il marito di Margarita Salas.

L’evento, quindi, non ha celebrato solo le donne del passato, ma anche la collaborazione e le possibilità delle donne e degli uomini di domani.

Un momento dedicato all’analisi delle carriere STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) ha offerto dati importanti sulla presenza femminile in questi settori. È stato evidenziato che, sebbene il numero di donne laureate sia in crescita, solo il 37% sceglie percorsi STEM e appena il 28% ricopre ruoli di leadership. Numeri che sottolineano quanto sia ancora necessario lavorare per garantire una reale parità di opportunità.

Per rendere il messaggio ancora più concreto, sono state invitate ad avvicinarsi due donne che hanno costruito con successo una carriera scientifica: la Dott.ssa Emilia Straccialano, medico nefrologo originaria di Ururi e attiva all’ospedale di Termoli e la Prof.ssa Immacolata Lamanna, laureata in matematica e oggi dirigente scolastica del nostro Istituto. 

Con sorpresa e grande attenzione del pubblico, le due professioniste sono diventate protagoniste di una vera intervista, condividendo esperienze e percorsi di vita. Dai loro racconti sono emersi i sogni da bambine, le difficoltà affrontate come donne nel mondo del lavoro e le qualità ritenute fondamentali per chi intraprende una carriera STEM. Con disponibilità e autenticità, hanno parlato di ostacoli superati, soddisfazioni conquistate e scelte importanti, trasformando concetti astratti in esempi concreti. Le loro parole, sincere e appassionate, hanno reso tangibile il messaggio dell’evento, dimostrando come anche dal nostro territorio possano nascere eccellenze capaci di ispirare e guidare le nuove generazioni.


A chiudere la serata è stato un momento corale carico di energia: tutte le partecipanti hanno salutato il pubblico cantando “Bella così” di Chadia Rodriguez e Federica Carta. La canzone, con il suo messaggio di rispetto, autostima e libertà, ha invitato ogni ragazza a credere in sé stessa e a non lasciarsi definire dagli altri.

Un finale che ha racchiuso perfettamente lo spirito dell’incontro, un pomeriggio in cui storia, scienza e la voce delle nuove generazioni si sono intrecciate, lasciando un esempio concreto: la conoscenza non ha confini né genere e il futuro della scienza può già essere scritto dalle ragazze e dai ragazzi di oggi, con curiosità, coraggio e passione. La Dirigente scolastica ha infine rivolto un sentito ringraziamento a tutti per l’impegno e la passione con cui l’iniziativa è stata preparata, ricordando quanto esperienze come questa possano rappresentare occasioni preziose di crescita per le nuove generazioni. 📚✨

 



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