Voci di coraggio e memoria 🕯️
Le ricorrenze del 27 gennaio, Giorno della Memoria, e del 10 febbraio,
Giorno del Ricordo, hanno rappresentato per la scuola secondaria di primo
grado di Ururi un’importante opportunità di riflessione storica e civile. Un
percorso condiviso per accompagnare gli alunni alla comprensione di alcune
delle pagine più dolorose del Novecento.
Ricordare a scuola la Shoah e la persecuzione nazifascista significa educare al
rispetto e contrastare ogni forma di indifferenza, razzismo e violenza. Allo
stesso modo, approfondire le foibe e l’esodo giuliano-dalmata aiuta a comprendere
la complessità della storia e il dramma di chi fu costretto a lasciare la
propria terra. In entrambi i casi, la memoria diventa non solo commemorazione,
ma autentica formazione civica e responsabilità per il futuro.
Per il Giorno della Memoria, gli alunni delle classi terze hanno approfondito la figura di Irena Sendler, infermiera e assistente sociale polacca che, durante l’occupazione nazista, salvò circa 2.500 bambini ebrei dal ghetto di Varsavia, fornendo loro documenti falsi e rifugi sicuri. Dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale dedicata alla sua vita, i ragazzi hanno rielaborato l’esperienza attraverso presentazioni multimediali, raccontandone la storia, il coraggio delle scelte compiute e l’impatto che questa vicenda ha avuto sul loro vissuto personale. Divisi in piccoli gruppi, hanno poi condiviso i lavori con gli alunni delle classi prime e seconde, stimolando domande e momenti di confronto. Il ricordo della Shoah si è così trasformato in un’occasione di partecipazione attiva, capace di far emergere non solo la conoscenza dei fatti storici, ma anche il valore umano delle scelte coraggiose di chi, anche nei momenti più oscuri, si oppose all’odio.
In occasione del Giorno del Ricordo,
l’intero plesso si è riunito presso l’Auditorium U. Ciarfeo per riflettere sulle
tragedie che hanno segnato il secondo dopoguerra. L’incontro è stato introdotto
da un approfondimento storico che ha aiutato gli alunni a comprendere il
contesto in cui si collocano i massacri delle foibe e l’esodo degli italiani
dall’Istria e dalla Dalmazia. Comprendere cosa fossero concretamente le foibe e
in quale clima storico e politico si inserirono quei fatti ha permesso agli
alunni di avvicinarsi con più consapevolezza ad una pagina complessa e
dolorosa della storia italiana. Insieme ci si è interrogati su questioni
fondamentali:
chi erano le vittime?
Perché è accaduto tutto questo?
Quali tensioni storiche e politiche hanno condotto a tali tragedie?
Attraverso il dialogo guidato, gli alunni hanno compreso le cause e le conseguenze di quegli avvenimenti, andando oltre il dato cronologico.
Successivamente hanno assistito alla visione del film-documentario Il sorriso della Patria, che, attraverso testimonianze, racconta l’esodo forzato e il successivo processo di reintegrazione delle popolazioni giuliano-dalmate nel tessuto sociale italiano.
La mattinata è proseguita con un’attività laboratoriale strettamente collegata al film appena visto: suddivisi in piccoli gruppi, i ragazzi hanno risposto a domande di comprensione e riflessione sui contenuti del film, per poi rielaborare quanto appreso attraverso elaborati grafici capaci di esprimere le emozioni e i significati emersi dalla visione.
Parlare di queste vicende a
scuola significa offrire strumenti per leggere il presente con spirito critico
e contribuire alla costruzione di una cittadinanza attiva, fondata sulla
memoria, sul rispetto e sulla pace.


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