Perché l’apprendimento più autentico non è quello che si ascolta: è quello che si vive!
Nella nostra scuola sta prendendo forma, giorno dopo giorno, una didattica che mette al centro l’esperienza, la cooperazione e la responsabilità degli studenti: la didattica per laboratori di apprendimento. Non si tratta solo di cambiare disposizione dei banchi, ma di trasformare il modo di vivere il sapere. Gli spazi diventano laboratori, le discipline dialogano tra loro e gli alunni non sono più semplici ascoltatori, ma protagonisti.
Quando la scienza si accende:
il circuito elettrico e la legge di Ohm
Nelle classi terze di Portocannone, lo studio del circuito elettrico e della legge di Ohm non è rimasto confinato alle pagine del libro. Guidati dall’insegnante di matematica e scienze, gli studenti hanno lavorato in piccoli gruppi per costruire semplici circuiti, osservare il passaggio della corrente, misurare tensione e intensità, verificare concretamente la relazione tra le grandezze. La formula non è stata soltanto scritta alla lavagna, ma “scoperta” attraverso l’esperienza. Attraverso prove, errori e confronti, i ragazzi hanno compreso il significato della legge di Ohm e il funzionamento reale di un circuito. L’ambiente di apprendimento si è trasformato in un laboratorio di ricerca: tavoli condivisi, materiali a disposizione, discussioni tra pari, ipotesi da verificare. In questo contesto, la matematica e la scienza hanno assunto un volto concreto e vicino alla realtà. I benefici sono stati evidenti: maggiore motivazione e curiosità, sviluppo del problem solving, collaborazione attiva, consolidamento delle competenze scientifiche attraverso l’esperienza diretta.
Dall’epica alla materia: Achille ed Ettore prendono forma
Anche nelle ore di lettere, l’apprendimento si è fatto esperienza viva nella classe prima di Portocannone. Dopo uno studio attento dell’Iliade di Omero, gli studenti sono stati coinvolti in un’attività creativa e cooperativa: la costruzione di due armature ispirate a Achille e Ettore, realizzate interamente con materiale di riciclo. Cartone, carta, colori e fantasia hanno trasformato l’aula in un laboratorio artigianale. I ragazzi hanno osservato le descrizioni del poema, analizzato le caratteristiche dei personaggi, discusso il loro valore simbolico e poi tradotto tutto in un progetto concreto. L’attività non è stata soltanto manuale: è stata un’occasione per riflettere sul significato dell’eroismo, sul confronto tra i due protagonisti, sulle emozioni che attraversano il poema. La costruzione delle armature ha favorito: la comprensione profonda del testo epico, l’inclusione e il lavoro di gruppo, lo sviluppo della manualità e della creatività, il collegamento tra sapere umanistico e competenze pratiche.
Una scuola che si trasforma
La didattica laboratoriale dimostra che, quando gli studenti “fanno”, comprendono meglio. Quando collaborano, crescono non solo nelle conoscenze ma anche nelle competenze relazionali. Quando sperimentano, sbagliano e riprovano, sviluppano autonomia e fiducia. Che si tratti di accendere un circuito o di indossare l’armatura di un eroe epico, ciò che conta è l’esperienza condivisa. La nostra scuola sta costruendo un modello in cui sapere e fare si intrecciano, dove ogni aula diventa uno spazio vivo di ricerca, creatività e crescita.
Perché l’apprendimento più autentico non è quello che si ascolta: è quello che si vive.
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