Quando le parole diventano ponti: Daniele Aristarco incontra i ragazzi dell'IC J. Dewey
Ci sono libri che si leggono.
E poi ci sono libri che, a un certo punto, accadono.
È quello che è successo nei nostri
tre plessi durante il mini tour di Daniele Aristarco, autore de L’arte
della pace, che ha scelto di incontrare i ragazzi non come semplici
lettori, ma come interlocutori autentici, capaci di pensare, domandare,
dissentire, immaginare.
I ragazzi avevano già letto il suo
libro. Lo avevano attraversato con curiosità, sottolineato frasi, discusso
concetti, portato in classe domande grandi come il mondo:
È solo assenza di guerra?
È una scelta?
È una
responsabilità?
“Quando le parole diventano
ponti” non è stato solo il titolo della locandina, ma il senso profondo di
ogni incontro. Nei dialoghi, negli scambi sinceri, nelle riflessioni condivise,
le parole hanno davvero unito: autore e studenti, esperienze diverse, pensieri
lontani che hanno trovato il coraggio di incontrarsi.
In ogni plesso si è creato
qualcosa di raro: uno spazio di dialogo vero, fatto di sguardi attenti, mani
alzate, silenzi carichi di senso. Aristarco ha parlato di pace come di un’arte
quotidiana, fragile e potentissima, che si costruisce nei gesti piccoli, nelle
parole scelte con cura, nella capacità di riconoscere l’altro.
Ma soprattutto ha lasciato che
fossero i ragazzi a condurre il viaggio.
Le loro riflessioni hanno
trasformato l’incontro in un laboratorio di pensiero condiviso, dove nessuno
insegnava dall’alto e tutti imparavano insieme.
C’è stato chi ha raccontato un
conflitto vissuto, chi ha messo in discussione il concetto stesso di pace, chi
ha compreso che essere pacifici non significa essere deboli, ma coraggiosi.
E in quei momenti si è percepito chiaramente che la lettura aveva fatto il suo
lavoro più importante: aveva acceso coscienze.
Questo mini tour non è stato un semplice incontro con un autore.
È stato un attraversamento.
Un’esperienza che ha mostrato quanto la scuola possa diventare luogo vivo di
umanità, dialogo e crescita quando le parole escono dai libri e diventano ponti
tra le persone.
E proprio sul finire di uno degli
incontri, quando sembrava che tutte le domande fossero state poste, una ragazza
ha alzato la mano. Non per chiedere altro, non per cercare una risposta. Ha
detto semplicemente:
“Io non ho domande. Volevo solo dirle grazie.”
In quel gesto sincero, essenziale,
c’era il senso più vero di tutto il percorso.
A Daniele Aristarco va il
nostro ringraziamento più sentito: a un autore autentico, che ha scelto di
dedicare il suo tempo a tutti noi, di mettersi in ascolto, di costruire ponti
reali tra le parole e le persone.
Perché educare alla pace, prima ancora che scriverla, significa viverla.
Nei link a seguire sarà
possibile visionare i lavori realizzati dai ragazzi, frutto del percorso di
lettura, riflessione e dialogo: parole, immagini e pensieri che continuano a
raccontare come, anche a scuola, le parole possano davvero diventare ponti.
Le donne che cambiano il mondo
COME ABBIAMO LAVORATO IN PREVISIONE DELL'INCONTRO
L’incontro con Daniele Aristarco, autore de L’arte della pace, nasce da un percorso di lettura e riflessione condivisa che ha coinvolto studenti e docenti in un vero e proprio cammino educativo. Non una semplice lettura assegnata, ma un’esperienza guidata, costruita nel tempo, fatta di pause, domande, dialoghi e rielaborazioni, per dare spazio alle emozioni e ai pensieri che emergevano pagina dopo pagina. Il libro è diventato così uno strumento vivo: durante ogni incontro di lettura, i ragazzi sono stati accompagnati a coglierne i significati più profondi e a metterli in relazione con la propria esperienza e con la realtà che li circonda. Le riflessioni condivise hanno trasformato la lettura in un atto dialogico, capace di educare all’ascolto reciproco, al rispetto delle opinioni e al confronto costruttivo. In questo modo, L’arte della pace ha aperto spazi di pensiero su temi complessi come il conflitto, la giustizia, la responsabilità e la convivenza. A partire dal libro, gli studenti hanno poi rielaborato i contenuti attraverso attività personali e creative. Tra queste, il percorso “La mia linea di pace”, che li ha invitati a interrogarsi su due domande essenziali:
che cosa posso cambiare io, nella mia vita quotidiana, per costruire la
pace?
che cosa posso proporre alla comunità per renderla più giusta e accogliente?
Non è stato un semplice esercizio di scrittura, ma un momento di consapevolezza. I ragazzi hanno riflettuto sui propri comportamenti, sulle parole scelte ogni giorno, sui gesti che possono generare conflitto o, al contrario, favorire rispetto, ascolto e collaborazione. Hanno compreso che la pace non è un’idea astratta, ma nasce da piccoli gesti quotidiani e, allo stesso tempo, richiede un impegno collettivo. Accanto a questo lavoro, gli studenti si sono dedicati a una ricerca sulle donne che hanno cambiato il mondo, figure capaci di affrontare ingiustizie e di compiere scelte di pace e di coraggio. Attraverso queste storie, i ragazzi hanno scoperto che anche azioni individuali, spesso silenziose, possono avere un impatto profondo e trasformativo.

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