Costruiamo gentilezza
Un muro che unisce:
la gentilezza al centro della nostra scuola
In occasione dei Giochi della Gentilezza, il plesso di Portocannone dell’Istituto Comprensivo “John Dewey” ha scelto di trasformare la gentilezza da semplice parola a esperienza concreta, vissuta e condivisa.
Il percorso ha coinvolto i ragazzi in un’attività corale, nella quale ciascuno ha potuto offrire il proprio contributo. I compiti sono stati suddivisi in modo da valorizzare capacità e interessi differenti: alcuni studenti hanno progettato e realizzato il Muro della Gentilezza, altri hanno esplorato il mondo artistico di Piet Mondrian, soffermandosi sulle sue opere e sulla sua personalità, mentre altri ancora hanno raccolto e condiviso parole, pensieri e messaggi gentili.
È stato un percorso nel quale arte, creatività, linguaggio e relazione si sono incontrati, permettendo ai ragazzi di sperimentare concretamente il valore della collaborazione, dell’ascolto e della partecipazione.
Il momento più significativo è stato l’installazione del Muro della Gentilezza nel corridoio centrale della scuola, uno spazio quotidiano di incontro, di passaggio, di condivisione e di gioco. La scelta di questo luogo non è stata casuale: proprio nel cuore della scuola, dove ogni giorno bambini, ragazzi, docenti e personale si incontrano, è nato un simbolo capace di parlare a tutti.
Un muro, per sua natura, può separare. Il nostro muro, invece, unisce.
È diventato uno spazio aperto, colorato e partecipato, nel quale le parole gentili possono essere lette, condivise e portate con sé. Un invito quotidiano a fermarsi, a guardare l’altro con attenzione, a scegliere parole capaci di costruire invece di ferire.
Anche la riflessione su Mondrian ha assunto un significato particolare. Nelle sue opere linee, forme e colori differenti convivono all’interno di un equilibrio armonioso. Allo stesso modo, nella scuola ogni persona è diversa e porta con sé caratteristiche, sensibilità e capacità uniche. È proprio dalla valorizzazione delle differenze e dalla capacità di stare insieme che può nascere una comunità più ricca e accogliente.
L’attività ha contribuito anche a promuovere il benessere degli studenti, offrendo occasioni per esprimersi, collaborare, sentirsi parte di un gruppo e riconoscere il valore del proprio contributo. La gentilezza è stata così vissuta non come un comportamento imposto, ma come una scelta consapevole e quotidiana: ascoltare, rispettare, includere, aiutare, ringraziare, prendersi cura.
Il progetto ha inoltre favorito un clima scolastico più positivo, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità. Il messaggio del Muro, visibile ogni giorno, supera i confini dell’attività e diventa patrimonio di tutti, coinvolgendo idealmente anche le famiglie e il territorio.
A conclusione del percorso, i ragazzi hanno realizzato un podcast e un video, diventando narratori della propria esperienza. Attraverso le loro voci e le immagini hanno raccontato non soltanto ciò che hanno fatto, ma anche ciò che hanno imparato: che ogni parola può lasciare una traccia e che anche un piccolo gesto può contribuire a creare benessere.
Il Muro della Gentilezza resta così nel cuore della nostra scuola come un segno concreto di ciò che desideriamo costruire insieme: una comunità nella quale ciascuno possa sentirsi accolto, rispettato e valorizzato.
Perché la gentilezza non è debolezza, né soltanto buona educazione.
È attenzione, cura, responsabilità e scelta.
E quando una scuola sceglie di mettere la gentilezza al centro, non costruisce soltanto un muro: costruisce ponti tra le persone.







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